Francesco Chiot home blog galleries about&Contact shop

Metropoli, la Cittą Madre. Camminare tra i vicoli, nella folla, viaggiare in metropolitane affollate per trovarsi circondati solo da cemento, metallo e abitudine. Sensazioni contrastanti. I palazzi ricoperti di impalcature, le gru altissime, i pilastri di cemento che si ergono dal sottosuolo appaiono come prove dell'esistenza della Cittą Madre, organismo vivente che rigenera le parti ferite e malate, che crea nuove appendici, nuovi organi e nuove nervature nel suo corpo. E noi, piccoli organismi simbiontici che viviamo per lei e dentro di lei come lei vive grazie a noi, ognuno con un'individualitą caratteristica eppure ognuno profondamente segnato da un ruolo all'interno di questo grande organismo, come formiche operaie in un mastodontico formicaio, o cellule in un essere vivente. [...]La nostra presenza si sviluppa su binari differenti. Uno č quello proprio del ruolo, del lavoro, della scalata sociale e della ricerca spasmodica di modelli da imitare e fare propri nell'ascesa verso un utopico olimpo delle formiche operaie. Poi c'č quello della meditazione e delle emozioni istintive, dell'atavica ricerca di una sconosciuta libertą, del desiderio di emergere dalla massa come (un) individuo unico e inimitabile. Questi due binari a volte vicini, a volte lontanissimi, sono la contraddizione piu forte della MeterPolis, la distanza tra il dover esser insetti operosi e il voler essere uccelli liberi nei cieli.

This gallery requires JavaScript and the Flash Player. Get Flash here.
© 2009 Francesco Chiot